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storie lunghe quanto un caffé

10.3.06

POLLICINO (caffé lungo doppio)

In un paese né troppo lontano né troppo vicino,
c’era una volta un bimbo, che per nome faceva Pollicino.

Quel nome glielo aveva affibbiato,
chi per primo l’aveva visto stare
in strada, con il pollice alzato
ad inseguire il suo sogno: rimorchiare.

Ma Pollicino, povero disgraziato,
il dito l’aveva così minuscolo.
che nessuno l’avrebbe notato,
nemmeno con il binocolo.

Finché, stanco di sostare a vuoto,
un giorno decise che qualcosa la doveva fare.
Prese un martello, trattenne il fiato,
e, sferrato il colpo, Pollicino era un nome da cambiare.

Rosso e gigante, quel ditone
era un semaforo acceso, pronto da usare.
E infatti due belle biondone,
vedendolo subito, finirono per inchiodare.

A domanda risposta:
“sono Pollicino”, disse il padrone
di quella rossa asta
che era diventato il suo ditone

Al che le biondone: "Come Pollicino???"
"Con quel ditone che dai a vedere,
vuol dire che è qualcos altro che hai piccolino",
gli dissero, pigliandolo pure per il sedere.

Di nuovo solo con il suo ditone, Pollicino prese a meditare,
che non era il dito la cosa grossa che doveva mostrare.